"Non ho tempo, non ho tempo" sembra essere diventato, ultimamente, il mio mantra, ripetuto a ritmo martellante soprattutto in silenzio nella mia testona vuota e bacata e ogni tanto anche a voce alta, a beneficio - si fa per dire - dei poveri disgraziati che hanno la sventura di capitarmi a tiro.
E dunque oggi sarò breve (grida di giubilo dal pubblico).
Ecco qui una quiche classica, provata poco tempo fa e subito entrata a far parte del gruppo delle ricette "di famiglia": la mia famiglia, intendo, quella che compongo con la Spia - e le gatte, volendo esser precisi.
Una famiglia che proprio ieri ha compiuto 11 anni.
Possibile?
Pare di sì.
Ieri pomeriggio la Spia, offrendomi una tazza di tè verde appena fatto mi ha chiesto scusa.
"Di cosa?" ho chiesto io perplessa.
"Di essermi dimenticato" ha risposto lui.
"Di cosa?" ho richiesto io, ancora più perplessa.
"Ah, andiamo bene, te ne sei dimenticata anche tu", ha concluso lui, indeciso se essere sollevato o offeso.
Per fortuna, alla fine, ha scelto la prima possibilità e con pazienza, ridendo un po', mi ha spiegato che 11 anni fa, il 10 marzo, io e lui etc. etc.
È sicuramente bello ricordare e festeggiare le cosiddette liete ricorrenze.
Ma ancora più bello, forse, è dimenticarsene (entrambi però, se no è un disastro).
Perché di occasioni belle per festeggiare se ne crea una - o anche più di una - ogni giorno; oppure perché si è entrambi due smemorati di Collegno e di questa condivisa condizione si ride insieme, con complicità (e un filo di preoccupazione: se siamo già così adesso e facciamo poco più di 80 anni in due che succederà tra un po'? Meglio non pensarci).
E ora, prima di cadere tutti dritti in un grande bidone di melassa o di dimenticare quello che volevamo dire, ecco la ricetta.
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Quiche di porri da Twelve di Tessa Kiros (con qualche modifica)
per la pasta brisée:
200 gr di farina 0
100 gr di burro
1/2 cucchiaino di sale fino
acqua ghiacciata
per il ripieno:
3-4 porri
2 cucchiai di olio d'oliva
250 ml di vino bianco
3 uova
60 gr di parmigiano reggiano, grattugiato
noce moscata
120 ml di panna liquida
Io la pasta brisée la preparo nel robot.
E questa è la procedura (di ispirazione Nigellonica): pesate il burro e la farina in una ciotola ed infilate quest'ultima nel freezer per una decina di minuti.
Passati i quali svuotatela nella coppa del robot da cucina, aggiungete il sale e avviate il motore con la funzione pulse: burro e farina devono sbriciolarsi.
A quel punto aggiungete l'acqua ghiacciata (ne tengo sempre una bottiglietta in frigorifero), cucchiaino dopo cucchiaino: fermatevi non appena vedete che la pasta comincia ad ammassarsi.
A volte prima dell'acqua aggiungo un tuorlo d'uovo; non sempre. La pasta mi sembra venir bene anche senza.
Non appena la pasta comincia a formare la cosiddetta "palla", dunque, tiratela fuori dal robot, lavoratela molto sommariamente giusto per ammassarla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo per almeno una mezz'oretta.
Stendetela poi tra il foglio di pellicola con la quale l'avete avvolta e un foglio di carta da forno che servirà per la cottura in bianco; adagiatela sulla tortiera, infilzatela un po' qui e un po' là con una forchetta e rimettetela in frigo per un'altra mezz'oretta, il tempo di scaldare il forno a 180°.
Indi copritela con il foglio di carta da forno, versateci sopra i fagioli secchi o quel che è e cuocetela in bianco per circa 20'-25', poi togliete la carta e i fagioli e lasciatela in forno per altri 5'-10'.
Nel frattempo lavate i porri e lavateli benissimo, perché poche altre verdure al mondo possono essere più terrose dei porri (forse solo gli spinaci): eliminate il fondo e la parte verde e tagliateli a rondelle sottili: mettete queste rondelle dentro una capace terrina piena di acqua e smuovetele graziosamente per liberarle di ogni traccia di terriccio. A volte servono due bagni. Poi scolateli in uno scolapasta.
In una padella fate scaldare l'olio, aggiungete i porri, salate, pepate e cuocete a fuoco dolce fino a quando i suddetti porri non siano appena appassiti.
Versate il vino bianco e continuate a cuocere fino alla sua quasi totale evaporazione.
A quel punto aggiungete 250 ml di acqua e proseguite la cottura di altri 10', più o meno: i porri saranno morbidi e ci sarà pochissimo liquido nella padella.
Toglieteli dal fuoco.
In una ciotola sbattete appena le uova, aggiungete il formaggio, la panna, la noce moscata e infine i porri; amalgamate bene ed evitate di fare una frittata.
Versate il ripieno nel guscio di pasta brisée, distribuendolo bene e cercando di non farlo tracimare (io non ci riesco mai, accidenti, ma nessuno se n'è mai lamentato).
Cuocete per circa 20'-30': la superficie dovrà essere dorata e appena rassodata.
La torta è ottima non caldissima, ma ancora tiepida.
Enjoy!