
Quella di Iza è una di quelle figure femminili in cui ogni donna si identifica, almeno in parte, almeno in una qualche fase della propria vita.
La sua inesausta volontà di riparare a un passato che ha umiliato e ferito lei e la sua famiglia, il suo ansioso tentativo di creare un presente immacolato e perfetto per le persone che ama senza riuscire mai a raggiungerle davvero, senza essere mai capace di amarle per quello che realmente sono e fare sentire a queste persone il suo amore e la sua dedizione, la rendono un personaggio algido e insieme patetico.
Un racconto triste e inconsolabile sulla solitudine umana, scritto splendidamente da un'autrice capace di scandagliare con la precisione chirurgica di un bisturi i viluppi aggrovigliati e ambivalenti di sentimenti che ci legano ai nostri genitori e agli altri.
Da evitare se si è depressi.
Ha scritto libri bellissimi, peccato la conoscano in pochi:(
RispondiEliminaPS: è ungherese (ma gli scrittori dei paesi ex-comunisti hanno molto in comune)
quello che mi capita con i suoi libri è che la tiro in lungo, per finirli il più tardi possibile.
ciao
@ Franz: oooops, hai ragione, è ungherese.
RispondiEliminaUrge correzione immediata. Grazie!