Un pomeriggio di parecchi anni fa, chiacchieravo del più e del meno con una mia amica di allora.Parlavamo di chi o di che cosa avremmo voluto essere se avessimo potuto mai rinascere in un'altra vita.
Sinceramente non ricordo che cosa dissi io (poco male, sarà stata qualcuna delle mie scemenze), ma la risposta della mia interlocutrice mi colpì moltissimo.
Senza un attimo di esitazione, la mia amica mi disse: "Io vorrei rinascere Joni Mitchell".
Allora, mi vergogno a dirlo, non sapevo di chi stesse parlando, dunque la sua risposta mi colse davvero alla sprovvista.
Per qualche istante pensai si trattasse, non so perché, di qualche eroina benefattrice dell'umanità tipo Florence Nightingale.
La mia interlocutrice, che aveva una decina di anni più di me, rimase scandalizzata dalla mia ignoranza e qualche giorno dopo mi omaggiò di una cassetta con su registrati un paio di album di Joni Mitchell, ascoltando i quali, secondo lei, avrei dovuto capire il motivo della sua risposta apparentemente bizzarra.
Da quel giorno sono passati molti anni.
Di Joni Mitchell ho ascoltato e comprato, nel tempo, altri dischi, alcuni dei quali, a mio parere, sono dei capolavori.
Pur trovando innegabilmente straordinaria la sua voce e infusi di incredibile poesia e profondità gran parte dei suoi testi, faccio nondimeno ancora fatica a capire perché qualcuno potrebbe desiderare di rinascere lei.
E non posso fare a meno di ricordare con un sorriso quella scena del romanzo di Nick Hornby, About a Boy, in cui la madre di Marcus, Fiona, una vegetariana figlia dei fiori depressa con tendenze suicide e gusti musicali "antiquati", la prima sera in cui invita a cena Will, il protagonista del libro, comincia, con grande imbarazzo di quest'ultimo, a suonare il piano e a cantare con trasporto e sentimento proprio la canzone di Joni Mitchell che ho scelto per oggi.
Che comunque rimane per me una delle sue più belle.
Buona domenica!