Il primo è Poesie per un gatto, di Vivian Lamarque, un volumetto che raccoglie poche decine di brevi componimenti scritti, indovinate?, per un gatto, il suo Ignazio (nome bellissimo per un felino, io trovo, anche se ahimé inevitabilmente associabile a un tristo figuro ben noto per le sue intemperanze linguistiche e non solo).
Ho detto altrove quanto sia affezionata a questa poetessa e dunque non mi ripeterò; anche se questo volume che al momento è qui, sulla mia scrivania, accanto al portatile, per certi versi - è proprio il caso di dirlo - mi ha delusa: benché la voce sia indubitabilmente quella di Vivian Lamarque (una voce che, lo ripeto, amo moltissimo), non tutte le poesie mi sono sembrate felici, scritte in stato di grazia, e ho avuto a volte l'impressione che esse siano in buona parte il frutto di un contratto editoriale, un'impressione in genere sgradevole per un lettore, di qualunque libro o autore si parli, ché si sente di leggere non il distillato di un'esperienza umana ma il risultato - magari anche di qualità - di quello che prima di tutto è e rimane un affare economico.
Detto ciò, vi ho trovato nondimeno alcune chicche: sono per lo più componimenti brevi brevi, che probabilmente non diranno granché ai lettori non gattari (con i quali mi scuso e ai quali do appuntamento, se vorranno, ad altro post), dialoghi teneri e buffi tra un'umana e il felino che si degna di condividere con lei una casa e un'esistenza.
Chi ha la ventura di avere questo stesso destino - quello cioè di ospitare un gatto in casa propria o, per meglio dire, di essere ospitato nella casa di un gatto, perché è così che stanno realmente le cose, siamo noi gli ospiti e lui il grazioso padrone di casa - non potrà non sorridere leggendo simili versi e magari, preso da irresistibile empito di tenerezza, si alzerà dalla poltrona e andrà a carezzare una certa testolina grigia e morbidissima, mollemente e elegantemente appoggiata su un cuscino blu, ricevendo in cambio, nel migliore dei casi, un breve verso di benevola accondiscendenza, come a dire "Mi fa piacere tu venga qui ad omaggiarmi, com'è giusto che sia, ma ora, per cortesia, vorrei tornare a riposare", e nel peggiore uno sguardo di muta, interrogativa indifferenza (adesso mi è andata bene, la gatta Linda ha apprezzato l'omaggio).
Trattandosi di poesiuole brevi brevi ve ne propongo un piccolo assaggio.
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Nottetempo ho innaffiato
un assetato balcone altrui furtivamente.
Mi osservi serio
disapprovi palesemente.
un assetato balcone altrui furtivamente.
Mi osservi serio
disapprovi palesemente.
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Sei quasi commovente
quando mi segui per niente
quando ti sposti di stanza
solo perché io mi sposto di stanza
devi allora da capo cercare
nuovo luogo e modo di fare ciambella
una nuova posizione
è questo il tuo discreto modo
di dare dedizione.
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Ipnotizzato da annoiata passione
fissi da ore la lavatrice in funzione
è la tua televisione.
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E l'altro libro? Ne parliamo la prossima volta.
Vivian Lamarque, Poesie per un gatto, Mondadori 2007.
