La domenica è per me un giorno sacro - e sia tolta qualunque connotazione devozionale a questa mia affermazione, please.Lo è perché per molti anni ho lavorato di domenica, prima in una sala da tè a Roma, leziosa come una bomboniera, che proprio di domenica faceva affari d'oro, poi in una orrenda libreria in un orrendo centro commerciale che rimaneva aperto anche durante il fine settimana.
I miei amici andavano a mangiare fuori porta, poltrivano sui prati di Villa Borghese nei lunghi pomeriggi primaverili, andavano al cinema, a vedere una mostra o semplicemente se ne restavano a casa e si ritrovavano a sera rinfrescati, ritemprati, felici come un papa.
Io, invece, in preda alla colite e alle paturnie, servivo vassoi di tè e tisane o risistemavo gli scaffali di libri travolti dal passaggio delle orde dei barbari domenicali, individui che per lo più ignoravano persino che cosa si vendesse in una libreria ma la domenica non sapevano dove altro andare e pensavano che star lì a devastar scaffali fosse, in mancanza di meglio, un modo come un altro di ingannare il tempo.
Quelle domeniche di lavoro, fatica, nervosismo - e diciamola tutta, anche di odio feroce per tutti quei lazzaroni che me le funestavano venendo a prendere il tè o a sfogliar libri proprio dove lavoravo io - sono lontane, per fortuna. Qualche anno fa mi sono ripromessa che solo in caso di vita o di morte mi piegherò ancora alla necessità di trascorrerle lavorando.
Ora, la domenica è per me un giorno speciale.
In qualche modo tutto mio ne ho fatto davvero un giorno sacro.
È un giorno di tempi lunghi, rilassati, direi quasi sognanti: nei limiti del possibile faccio esattamente quello che voglio (e prima di tutto evito di uscire; la Spia mi prende molto in giro per questo motivo).
È un giorno consacrato alla lettura, alla cucina, a un po' di pasticciamenti simil-artistico-creativi, agli amici, cui amo offrire il tè nel pomeriggio.
Soprattutto è un giorno di musica, che aleggia nell'aria a tutte le ore.
La sentite anche voi? Non è una meraviglia?
Spero vi piaccia anche solo la metà di quanto piace a me.
Buona domenica!
P.S.
1. L'immagine all'inizio del post, H 19 Domenica, è un'acquaforte di Francesco Campanoni. Vi invito caldamente a visitare il suo sito, un luogo di poesia e stralunato, delicato umorismo.
2. Il video è un "regalo" che mi ha fatto tempo fa un mio amico telematico che ha molto a cuore la mia educazione musicale (grazie Rigus!).
Ensemble Arpeggiata di Christina Pluhar - Ciaccona di Maurizio Cazzati (1616-1678)