Dal punto di vista musicale, è vero, non posso esprimere un'opinione meditata: sono un'ignorante che non sa neanche leggere le note, ascolta solo ciò che le piace e non ha una formazione musicale né tecnica né artistica, ma mi pare innegabile che l'avvocato abbia non solo uno stile tutto suo (uno stile che, è evidente, personalmente trovo irresistibile), ma crei anche musica di altissima qualità.
Quanto ai testi, vogliamo parlarne?
Con quale felice grazia quest'artista riesce a costruire una storia, un personaggio, un sogno. Ascoltando le sue canzoni ci si ritrova in balere, bar di provincia, isole dei mari del Sud, alberghi equivoci o di gran lusso: ascoltare Paolo Conte per me significa anche e soprattutto viaggiare e viaggiare in compagnia di uomini e donne straordinari, affascinanti, enigmatici, seducenti, indimenticabili.
Chi ama questo artista schivo, raffinato e al tempo stesso popolare, non può non deliziarsi poi di fronte alle sue spericolate, personalissime invenzioni linguistiche: qualche mese fa la cara Grazia ha dedicato uno dei suoi elegantissimi e divertentissimi post alle famose "caramelle alascane" di Boogie.
A me, per esempio, basta ascoltare quella strofa de La ricostruzione del Mocambo, quella che dice:
Ora convivo con un'austriaca
ci siamo comprati un tinello maròn
ma la sera tra noi non c'è quasi dialogo
io non parlo il tedesco, scusami, pardon.
per sentirmi immediatamente di ottimo umore.
Anche nella canzone di oggi, scelta quasi per caso solo perché ultimamente ne sono quasi ossessionata, non è una meraviglia quella "calma tigrata e segreta"? Quante associazioni, suggestioni, immagini, ricordi evocano queste parole misteriose, parole accostate in modo inedito e inaudito che però, non appena siano cantate dalla voce roca e strascicata di Conte, diventano effettivamente perfette nel descrivere un momento, un'immagine, una sensazione, al punto che ci si trova a sorprendersi del perché nessuno mai, prima di lui, abbia pensato proprio a quelle parole per descrivere proprio quella cosa lì.
E poi, da quando ho sentito per la prima volta questa canzone, sogno di dire a qualcuno: "Sei un macaco senza storia".
Lo so che non è cosa gentile da dirsi, ma non posso fare a meno di immaginarmi pronunciare questa frase, con voce roca e indifferente e gli occhi bistrati parzialmente offuscati dal fumo di una sigaretta infilata in un lunghissimo bocchino di lacca cinese: una maliarda in perfetto stile Paolo Conte.
Buona domenica!
