Ho più volte parlato del programma di rieducazione alimentare che porto avanti da anni per "rimediare" a certi traumi della mia infanzia.
Ne ho più volte parlato perché ne vado scioccamente ma indubbiamente fiera: se c'è una qualità che da tempo associo all'età adulta è proprio una sempre maggiore disponibilità, apertura, fiducia nei confronti dell'esperienza, che essa porti a conoscere persone, luoghi, libri, voci o sapori nuovi, o a rivalutarli, liberandosi il più possibile di pregiudizi nati dall'ignoranza o da brutti ricordi e mai seriamente messi in discussione.
A me pare infatti che sia invece propria della giovinezza una certa qual chiusura, una tendenza a trarre presto e in modo spesso apodittico (per non dire spietato) certe conclusioni, su basi a volte fragili ai limiti dell'inconsistenza. E quant'è vero questo per il cibo! Ci si crea un proprio gusto a volte sulla base di un’unica esperienza, dimenticando che invece infiniti sono i modi in cui si può declinare un sapore ed infinito il gruppo delle variabili che incidono sul processo (dalla freschezza e qualità degli ingredienti alla mano di chi cucina al proprio stato d’animo etc etc).
Il mio programma di rieducazione alimentare (che negli ultimi due anni ha subito un'accelerazione e un'intensificazioni notevoli, grazie all'esperienza del gruppo d'acquisto) mi spinge sempre a cercare nuovi modi di mangiare cose che non mi sono mai piaciute e vi assicuro che non faccio parte di chissà quale setta religiosa che impone ai suoi adepti severe pratiche volte alla mortificazione dei sensi.
Chi mi legge da un po’ non sarà sorpreso di sapere che in questo mio programma occupano un posto di rilievo i broccoli e che sono sempre alla ricerca di nuovi modi di cucinarli e mangiarli.
Qualche giorno fa, con poco tempo per prepararmi un pranzo, mi sono ricordata di una ricetta che avevo letto nel mitico Pausa pranzo del mio diletto Stefano Arturi, un’insalata che avevo segnato come possibile esperimento.
Mi mancavano diversi ingredienti e volevo farne un condimento per del cous cous, dunque ho dovuto modificarla non poco e arrangiarmi (non me ne voglia l’ottimo Arturi; ma voi andate pure a vedere l'originale: la trovate a pag. 95 del libro su citato).
Detto fatto, in poco più di dieci minuti affondavo la forchetta in questa prelibatezza.
Insalata di broccoli pseudo-arturiana con cous cous
(ingredienti per una papera sperimentatrice e di modesti appetiti)
60/70 gr di couscous
un broccolo di piccole dimensioni
un cucchiaino di capperi sotto sale, ben dissalati
6/8 olive nere (se le avete taggiasche meglio ancora)
2 pomodori secchi
1 acciuga sott'olio
1 cucchiaino di uvetta
un po' di scorza di limone
sale
pepe
una punta piccolissima di cumino in polvere e di paprika dolce
aceto balsamico o succo di limone
olio
pecorino
Per preparare il couscous seguo di massima questa procedura: lo peso, lo metto nella ciotola capiente in cui poi lo mangerò, ci verso su un volume uguale di acqua calda (non bollente): dunque per 60/70 gr. di couscous, uso più o meno 60/70 ml di acqua.
Copro con un piatto e lascio lì per 10-15'.
Tornando ai broccoli.
Separate le varie cime, tagliatele (a me piacciono abbastanza piccole) e non buttate il gambo: spellatelo, rimuovendone tutta la parte esterna fibrosa, e tagliatelo a tocchetti. Aggiungete anche lui alle cime - povero caro, ché se no si sente un emarginato e non voluto bene - e mettete tutto in un cestino per la cottura a vapore. Se avete tagliato tutto abbastanza minutamente ci vogliono meno di 10' perché il broccolo sia cotto ma non sfatto (a me ce ne son voluti 7).
Nel frattempo, in una ciotola mettete i capperi ben dissalati, le olive, i due pomodori secchi e l'acciuga - io taglio tutte queste robe qui con le forbici - poi le uvette e se volete un po' di buccia di limone grattugiata fine.
Condite con sale (non eccedete: tra acciuga, pomodori secchi, olive e capperi sarà saporito comunque), pepe - io ci metto anche un pizzico di gomasio perché mi sta simpatico -, le spezie, succo di limone o aceto balsamico - ho provato con tutti e due, separatamente e anche in contemporanea (mi ero distratta e ho usato entrambi) e il risultato mi è piaciuto comunque - olio d'oliva.
Mescolate ed amalgamate per bene.
Quando il couscous è pronto, sgranatelo bene con una forchetta (o con le mani, se volete, cercando di rompere delicatamente tutti i possibili grumi che potranno essersi formati), aggiungete i broccoli e compagnia bella, assaggiate, rettificate di sale/pepe/olio/succo di limone o aceto balsamico, unite delle scaglie di pecorino fatte col pelapatate e, finalmente!, mangiate.
Enjoy!