Proprio ieri sera parlavo di Wislawa Szymborska: ero al telefono, con una cara amica, e le consigliavo caldamente di leggere le sue poesie, che lei non conosceva.E come tutte le volte che mi capita di parlare di un autore che amo con qualcuno che non lo conosce, ho provato una piccolissima punta di invidia: è bello avere i propri affezionati numi tutelari, rivolgersi a loro con la familiarità e la gratitudine con cui ci si rivolge agli amici che rendono più ricca, più profonda, più spaziosa la nostra vita; ma ancora più bello - secondo me - è incontrarli per la prima volta, imbatterci in loro mentre avanziamo sulla nostra strada, magari guardando a terra, sovrappensiero, o con gli occhi rivolti al cielo, da dove proprio in questo istante hanno cominciato a cadere i primi soffici fiocchi di neve.
E sentire subito, o quasi subito, che abbiamo fatto un incontro importante, di quelli che sul calendario richiedono un circoletto rosso intorno al giorno in cui sono avvenuti e su una cartina geografica una doppia sottolineatura del nome della località in cui hanno avuto luogo.
È strano che proprio ieri sera, mentre nella sua casa di Cracovia Wislawa Szymborska si spegneva, la sua voce inconfondibile risuonasse limpida e forte nella mia cucina, in una conversazione affettuosa tra due amiche.
È strano, e bello: è la poesia.
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Nulla è in regalo
Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
È così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.
L'inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso che aprissero
questo conto a mio nome.
La protesta contro di esso
la chiamiamo anima.
E questa è l'unica voce
che manca nell'inventario.
Wislawa Szymborska (2 luglio 1923 - 1 febbraio 2012)