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domenica 27 marzo 2011

Sunday Music: La Noyée - Yann Tiersen

(Una brevissima parentesi, giusto per ringraziare Nela San e Barbara di aver segnalato il mio blog nell'ambito del Kreativ Blogger Award e per ribadire che, benché sia mooooolto lusingata e colpita da questa manifestazione di apprezzamento, questa storia di premi mi mette sempre un po' in imbarazzo e dunque passo la palla a chi ci vorrà giocare.

Le regole consistono nel segnalare a propria volta 10 blog - soltanto? - e nello scrivere 10 cose di sé che i lettori presumibilmente ignorano - figurarsi! io che, come si dice a Roma, "non mi tengo un cecio in bocca" vi dico sempre tutto, manca solo che vi metta a parte del colore delle mutande che indosso in questo momento - nere.

Di tutto ciò [ma non delle mutande] avevo già parlato, ma in privato, con Isabella Paglia, che nel gennaio scorso era stata tanto gentile da segnalarmi per un altro premio.
Spero si capisca che la mia non è né falsa modestia né leziosa ritrosia e soprattutto che arrivi, ancora una volta, a queste tre fanciulle la mia felice e stupita riconoscenza per la loro gentilezza.
E adesso procediamo...)

Pare proprio che la primavera sia arrivata.

Almeno questo è ciò che mi sta dicendo, da qualche giorno, la grande quercia che dal cortile si erge fino a riempire di verde e di trilli d'uccelli anche le stanze di questa nostra casa al secondo piano.

L'ho osservata attentamente, la quercia, in questi mesi: ha perso tutte le foglie tra novembre e gennaio, ma proprio tutte, aprendo all'improvviso la vista sulle case che si trovano dall'altra parte del cortile e la cui presenza si poteva, fino ad allora, solo intuire, tra un ramo e l'altro.

È rimasta spoglia fino a circa venti giorni fa, quando, appena impercettibilmente, si è coperta di tenerissime gemme, quasi invisibili ad occhio nudo.

Poi, più o meno una settimana fa, una mattina, appena sveglia, sono andata in cucina per fare colazione e aprendo le imposte eccola là, la quercia, completamente coperta di foglie, verdissima.

Sarò sciocca, ma a vederla con il suo abitino verde nuovo di zecca, tutta risuonante di gorgheggi e richiami, ho sentito un moto d'affetto nei suoi confronti e avrei voluto dirle "Congratulazioni! Tanti auguri!" come a chi si sposa o si laurea.

E poi mi è tornata in mente quella scena in Le fabuleux destin d'Amélie Poulain in cui lei, dopo aver accompagnato il signore cieco nella sua breve passeggiata per il quartiere, galvanizzata dalle endorfine che scatena una buona azione totalmente gratuita e disinteressata, cammina immersa nell'aria tiepida e dolce di una mattina primaverile, con il passo elastico, gli occhi sfavillanti (e quel meraviglioso taglio di capelli che mi piacerebbe tanto adottare se non avessi una chioma da Erinni), felice di essere al mondo.

E allora, questa domenica, vi auguro di sentirvi proprio così, felici di essere al mondo.

Buona domenica!

(Mi viene in mente anche mio padre che la prima volta che vide il film, alla fine di quella scena, un po' commosso ma con tono burbero esclamò: "Ma se quel povero cieco non avesse voluto affatto essere accompagnato alla stazione della metropolitana? Magari veniva proprio da lì e ci aveva messo mezza mattinata!")