domenica 20 giugno 2010

Delle abitudini, dell'onnipotenza dei bambini e di una casa nuova


Metter su una casa è sempre molto stancante.

Stanca trascinare scatoloni da una parte all'altra, aprirli, svuotarli, appiattirli, ammassarli in qualche angolo in attesa poi di disfarsene nel modo più appropriato.

Stanca ritrovarsi la sera sempre con le mani ammaccate e screpolate dalla polvere, la testa ronzante di ogni genere di pensieri ("Dove sarà lo strofinaccio della nonna? E l'origano? E quella camicia da notte pesante, ché stanotte fa freddo?"), le ossa rotte e i muscoli doloranti.

Stanca - soprattutto se si è una di quelle creatures of habit come me - vedere sospesi o stravolti i propri piccoli riti quotidiani, per esempio il tè del pomeriggio bevuto seduti su quella poltrona speciale, con sulle ginocchia una gatta e un bel libro illustrato da guardare; o la mezz'ora di lettura prima di cena, da assaporarsi in solitudine nel proprio studio, magari con Pachelbel di sottofondo.

Si ha un bel ripetersi che bisogna avere pazienza e prima o poi si tornerà alla propria amata quotidianità. Intanto bisogna accontentarsi: il tè, se si ha la fortuna di ricordarsi quale sia il sacchetto di emergenza nel quale lo si è messo (e ammesso che questo sacchetto lo si ritrovi), lo si beve in piedi, appoggiando la tazza su un foglio di giornale steso su qualche scatolone, senza gatto sulle ginocchia e soprattutto senza libro.
Quanto alla mezz'ora di lettura prima di cena è fuori discussione.

Ma in tutto questo processo, che dall'occhio del ciclone appare complicatissimo e senza fine ("come un giorno senza pane", secondo un bel modo di dire francese), c'è un lato meravigliosamente eccitante e positivo che non bisognerebbe mai perdere di vista.

Quando si mette su una casa nuova, è come se ci venisse data la possibilità di ricostruire completamente la nostra quotidianità. Ci viene messa a disposizione una cornice tutta nuova nella quale la nostra vita può - se lo vogliamo - ricominciare a fluire (dopo il primo fisiologico momento di delirante sospensione) in modo più armonioso e più aderente alle nostre esigenze.

La mia propensione all'animismo, poi, non può che esprimersi al meglio durante il lungo e spesso difficile lavoro (ma per me assai piacevole) che consiste nel cercare e trovare un posto per ogni cosa.
La Spia si stupisce sempre della pazienza e della delicatezza con la quale io (che sono tutto tranne che paziente e delicata) 'ascolto' gli oggetti. Quel vaso blu starà bene su quella mensola o si troverà meglio su quella cassettiera accanto alla lampada di legno? E la scrivania preferirà essere sistemata di fronte alla finestra oppure parallela alla parete?

In questi giorni di stanchezza micidiale e di grande confusione, ogni tanto ci sono momenti nei quali mi fermo a rimirare questa grande casa che ci ha accolto ed assaporo quel senso di selvaggia e gioiosa onnipotenza che, immagino, si possa provare da piccoli, quando si crede di essere i padroni del mondo, esseri onnipotenti cui tutto il creato ubbidisce e deve la propria disposizione e il proprio aspetto.

È una bella sensazione, che ripaga di ogni stanchezza e malumore e disagio.
Mi piace pensare che la vita me la conceda ora che sono adulta per risarcirmi di avermela negata tante e tante volte quando ero bambina.

A presto!

16 commenti:

  1. Che belle parole o, come vedo dall'etichetta, che bel *bla bla bla* :)
    Dalle fotografie la casa sembra molto luminosa: sai che è una delle qualità che apprezzo di più? Ne sento un bisogno quasi fisiologico.
    Ti aspettiamo, prenditi il tempo di cui hai bisogno.
    Buona giornata,

    wenny

    p.s.: non avrai mica cambiato città, vero?

    RispondiElimina
  2. come wenny! la luminosità è la prima cosa! e poi, la bambina che è in me, non potrebbe resistere a fare acrobatiche scivolate in quel lunghissimo corridoio, ssssswwwaaaaaaaaaaahhhhhh! ;)
    quanto mi piace la tua nuova casa! il poco che ho visto mi ha già completamente conquistato. buon lavoro (e tu sai quanto io anche adori questo genere di lavoro qui). a presto,
    t.

    RispondiElimina
  3. Splendido l’accostamento delle immagini: per una libreria vuota se ne apre un’altra piena di vita! Sembra tutto così spazioso e luminoso… “Quando si mette su una casa nuova, è come se ci venisse data la possibilità di ricostruire completamente la nostra quotidianità”. A gennaio, quando abbiamo traslocato, eravamo lì a tinteggiare e a montare mobili, sera dopo sera, con la stanchezza che si accumulava. Eppure quel costruire di nuovo qualcosa insieme era presagio di giorni felici; era il desiderio di voler dare un nuovo corso alla nostra vita. E ci ha portato bene. È proprio una bella sensazione!
    Non temere: presto torneranno i tuoi rituali e saranno ancora più gustosi.
    Un bacio

    RispondiElimina
  4. io sto con la spia! non e' che metterei a casaccio il vaso o la scrivania, ma confesso che alla fine prevale il classico "ma si'! per ora metto qua e poi vediamo..."... e passano mesi/anni.
    forse solamente ai miei libri di cucina (gli unici che animano la mia casa, come sai) ho dedicato ore di metto/sposto/rimetto/organizzo/ricambio/rifo/riprovo/rimette ecc
    cmq una bottiglia di ottimo vino rosso toscano doc per inaugurare tutta quel popo' di prospettiva nieschi mi auguro che l'abbiate stappata. cius, ste

    RispondiElimina
  5. @ Wenny: anche per me la luce è importantissima: deve essere abbondante ma non diretta (e quante cose voglio, diciamolo!).
    Comunque no, non ho cambiato città e neanche quartiere: sono andata a finire cinque strade più in là... ma che differenza! Quando vieni a trovarmi?

    @ T time: per ora sono le gatte Linda e Matilde a fare selvagge galoppate - soprattutto serali - nell'effettivamente lunghissimo corridoio! Prima o poi mi unirò a loro! Sì, ho l'impressione che anche tu, come me, sia una grande 'ascoltatrice' di oggetti.

    @ Barbara: Be', siete stati bravi! Io e la Spia, se dovessimo anche tinteggiare questo casermone (invece che 'limitarci' ad arredarlo), non credo che sopravviveremmo! :-)
    Ma dev'essere molto bello condividere anche le prime, primissime fasi di una nuova casa in due.
    Ti bacio anch'io!

    RispondiElimina
  6. @ Stefano: ecco, appunto. Poi passano i mesi/gli anni! Per i libri di cucina condivido fissazioni: anche io, ogni tanto, sposto, modifico, cambio. Ancora adesso non ho trovato un posto adatto per la libreria rossa che li ospiterà.
    Quanto alla boccia di vino rosso, mi duole deluderti, ma io e la Spia siamo quasi astemi (e di vini ci capiamo quanto di astrofisica, cioè un beneamatissimo tubo). È più probabile che si festeggi bevendo chinotto!

    RispondiElimina
  7. ... infatti lo dicevo appunto per spronarvi fuori da questo vostro vivere senza vino!... che chinotto sia... anzi spuma d'oro!

    RispondiElimina
  8. Mi sembra una bellissima nuova cas in stile art deco ! ne vale un po di fatica ! ;-)

    RispondiElimina
  9. una casa molto bella e grande auguri!

    RispondiElimina
  10. @ Vera: la casa non è proprio in stile art déco, è degli anni '30; e vale sicuramente la fatica che stiamo facendo per metterla su!

    @ Artemisia e Papavero di campo: grazie per gli auguri, sono contenta la casa vi piaccia!

    RispondiElimina
  11. Duck che bella la casa nuova, sembra avvolta in una nuvola di luce, piena di spazi e soffitti alti!! Stupenda, dai che tra qualche giorno potrai goderti il tuo tè al meglio. Cosa dicono i gatti della nuova casa? In bocca al lupo e buon inizio!

    RispondiElimina
  12. Ciao Duck, amazing sincronicity che entrambe abbiamo scritto nei blog - praticamente in contemporanea - sullo stesso tema delle 'cose' e degli oggetti...grazie del bel commento che mi hai lasciato, e moooolto carina la casa con quella bella porta a vetri "dall'aria inglese". A question: ho cercato in giro per Roma nelle librerie internazionali quell' "Around the house and in the garden" che volevo leggere (dati i temi interiori che mi circolano in questo periodo) ma e' introvabile, alcuni dicono anche esaurito. Possibile? O e' Roma, che per quanto grande e' sempre pigra e indolente? Abbraccio e a presto! Do

    RispondiElimina
  13. @ Federica: Linda & Matilde non sono state molto contente di lasciare il vecchio appartamento. Come tutti i gatti non amano le novità - a meno che non siano state loro a deciderle! Ma si stanno ambientando e amano molto i due balconi di questa nuova casa, nei quali trascorrono gran parte del loro tempo, guardando i piccioni e soprattutto flirtando con tutti i gattoni del quartiere!

    @ cheyenne 2007: ciao cara, sai come si dice a Roma: "Voglia de lavora', saltame addosso!" . Perché non acquisti il libro in qualche libreria on line? Io mi servo sempre da bookdepository: prezzi buoni, ottima scelta e soprattutto nessuna spesa di spedizione (e nessun problema, a tutt'oggi: sono ormai due anni che mi ci servo). Ma a dire il vero non so quanto questo libro valga la pena, sai? A parte alcune belle immagini e certi passi indubbiamente 'ispirati', per lo più la sua lettura mi ha lasciata piuttosto freddina. Ma è una questione di gusti. A presto!

    RispondiElimina
  14. ti ho scovata su anobii. il tramite, il libro della roden.
    scopro un bel blog di cucina e non solo, e un corridoio identico, nelle graniglie e nei colori, anche se molto più lungo, di quello di casa mia.
    abitiamo pure nella stessa città
    mi piacciono le ricette che ti piacciono.
    non posso non seguirti.
    ora sono in vacanza, con connessioni ballerine, ma da settembre ti leggerò con attenzione.
    piacere, gaia

    RispondiElimina
  15. Che tu sia la benvenuta, Gaia.
    Ora vado a curiosare a casa tua (sul tuo blog e su aNobii), nell'attesa del tuo ritorno - beata te che sei in vacanza! Qui bisognerà aspettare ancora un bel po'...
    A presto!

    RispondiElimina